La tutela di Cala Finanza, un’area di straordinario pregio ambientale situata in Gallura a ridosso dell’Area Marina Protetta di Tavolara, non può essere subordinata a imposizioni governative o a deroghe burocratiche speciali.
Il progetto turistico-alberghiero promosso dalla società Tavolara Bay s.r.l. sul litorale di Loiri Porto San Paolo, confermato di recente dal Consiglio dei Ministri nonostante la netta opposizione della Regione Sardegna, ricade infatti interamente nella fascia di massima tutela dei 300 metri dalla battigia. In questa specifica zona costiera, che comprende la macchia mediterranea di Punta La Greca e l’insenatura di Cala Sedalis, il Piano Paesaggistico Regionale e le leggi statali vigenti vietano in modo tassativo qualsiasi tipo di nuova edificazione.
È inaccettabile che i canali semplificati e le procedure d’urgenza della ZES (Zona Economica Speciale) vengano utilizzati come un grimaldello normativo per aggirare i vincoli ambientali, ignorando deliberatamente i pareri negativi che Stato, Regione, Provincia e Comune avevano già espresso all’unanimità in ben quattro Conferenze di servizi.
Questa decisione non solo calpesta la pianificazione territoriale, ma lede profondamente l’autonomia statutaria sarda e si pone in aperto contrasto con l’articolo 9 della Costituzione, che eleva la tutela del paesaggio e dell’ambiente a principio supremo e inviolabile della Repubblica Italiana. Di fronte a questo grave tentativo di sminuire le regole poste a protezione del patrimonio naturale, il Circolo Sardegna Bologna si schiera fermamente e senza riserve al fianco della popolazione locale e dei comitati territoriali.
Il Circolo unisce la propria voce alla richiesta corale di fermare immediatamente l’intervento urbanistico, ribadendo che le coste isolane appartengono alla collettività e non devono in alcun modo essere toccate o sfregiate dalla speculazione edilizia. Difendere l’integrità di Cala Finanza significa opporsi con forza a un modello di sviluppo predatore e alla privatizzazione del territorio, per evitare che un investimento economico privato si traduca in un danno ambientale permanente, irreversibile e ingiustificato per l’intera comunità.
La mobilitazione costruita in queste settimane da comitati, realtà ambientaliste, forze politiche e collettivi ha contribuito a un primo arretramento: il Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo ha revocato la delibera con cui era stata riclassificata l’area di Cala Finanza. Ma non basta. Finché resta in piedi l’autorizzazione concessa attraverso la procedura ZES, la battaglia contro Tavolara Bay resta aperta.
Il presidio convocato questa mattina, 1° luglio alle 10, rilancia una battaglia che parla a tutta la Sardegna: contro un progetto di speculazione, ma anche contro ogni tentativo di trasformare le coste sarde in merce privata attraverso deroghe, scorciatoie e decisioni imposte dall’alto. Per salvaguardare il territorio, il paesaggio e il diritto delle comunità sarde a decidere sul proprio futuro, serve la partecipazione di tutte e tutti, dentro e fuori dall’isola. Perché, come ricordava Chico Mendes, l’ambientalismo senza lotta di classe è solo giardinaggio.


