mercoledì 25 Novembre 2020
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Il Circolo Sardegna lascia il Parco Nord

È stata la dimora storica di un'intera comunità: cala il sipario per il mancato accordo sull'affitto con il nuovo gestore dell'area

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È stata la “dimora” serale per generazioni di studenti, che dalla Sardegna venivano a studiare sotto le Due Torri. Un punto di riferimento, culturale e non solo, per l’intera comunità sarda della via Emilia, che per oltre trent’anni si è ritrovata al Parco Nord per gli eventi del “Circolo Sardegna”, dalle presentazioni di libri ai concerti. Ora su questa storia decennale cala il sipario, visto che il circolo non ha trovato un accordo per l’affitto col nuovo gestore dell’area Said Amini Navai e ha dovuto lasciare i locali.

L’intricata vicenda del bando del Parco Nord – vinto dopo mille ostacoli dall’imprenditore di origini iraniane ed ex progettista della Festa dell’Unità – miete così la prima vittima, come racconta con amarezza il commissario del circolo sardo Antonio Pirisi, arrivato in primavera proprio per rilanciarne le attività.

Ma non c’è stato il tempo: “È un epilogo amaro. Il circolo è nato negli anni Sessanta, è uno dei più importanti d’Italia e ha una lunghissima tradizione. Purtroppo i nostri dirigenti erano inadeguati e non hanno saputo mantenere i rapporti con il Comune di Bologna per salvaguardarlo“.

Subito dopo l’assegnazione del Parco Nord c’è stata una trattativa con Amini Navai, ma l’accordo non è mai arrivato: “Quando ci siamo incontrati con lui prima dell’estate – racconta Pirisi – gli abbiamo chiesto una proroga fino a fine anno, offrendo 13mila euro di affitto da giugno a dicembre, purtroppo non ha accettato. La colpa è anche nostra, però se ci avesse dato più tempo sarebbe stato più semplice trovare un’intesa“.

E così il circolo ha alzato bandiera bianca: “Eravamo già sotto sfratto da parte del Comune e Amini Navai ci ha chiesto 40mila euro l’anno di affitto per i quattro anni. Per noi è una cifra insostenibile e io sono solo un commissario“.

La chiusura ha portato all’interruzione di tutti i servizi svolti da circolo (tra cui la sosta sanitaria per i familiari dei residenti sardi che si ricoverano nelle strutture ospedaliere della città). Il trasloco è stato fatto il mese scorso, con arredi e materiali spostati in un magazzino in provincia in attesa di una nuovo posto dove riaprire.

Per tutta la durata della Festa dell’Unità, in realtà, le iniziative del circolo sardo andranno avanti lo stesso grazie all’ospitalità dell’Arci, che ha preso in gestione l’ex sede (ma solo per le settimane della kermesse Dem). “Stiamo ricucendo i rapporti con l’amministrazione – conclude Pirisi – speriamo di trovare presto una sede adeguata“.

Ma, in ogni caso, la bandiera dei quattro mori non sventolerà più al Parco Nord.

*AGGIORNAMENTO 14/02/2017: Scopri le novità sulla nuova sede del Circolo Sardegna di Bologna

Autore originaleEnrico Miele

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