giovedì 29 Settembre 2022
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Lollove, un paese fuori dal tempo

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Anche se l’atmosfera è proprio quella, Lollove non si può considerare un vero paese fantasma. Per un semplice motivo: e cioè che qui una popolazione, per quanto esigua, c’è.

Ventisei residenti, secondo gli ultimi dati, soprattutto persone anziane. Ma l’atmosfera che rende unico questo minuscolo borgo a pochi chilometri da Nuoro è data dal fatto che è rimasto praticamente intatto. Lollove è ancora oggi così com’erano gli antichi borghi rurali della Sardegna centrale. Più o meno. Le poche case abitate hanno come vicini di casa dei ruderi abbandonati, ma tra capre, gatti e cavalli, si vede anche qualche moderno suv.

Lollove

Passeggiando tra le stradine di ciottolato sembra di essere in un luogo fuori dal tempo. Non ci sono negozi, scuole, bar o uffici. Solo qualche casa, una trattoria e una bella vista sulla vallata. Lollove – almeno per il momento – è rimasto al riparo da modernità, ristrutturazione selvaggia o cementificazione. È come uno scrigno che conserva la memoria di quella Sardegna che non ci sarà mai più.

Durante l’anno ci sono diverse occasioni in cui il borgo si apre a turisti, curiosi e viaggiatori e si anima come capita in molti altri paesi della Barbagia. Ma se si visita Lollove in un giorno qualunque a regnare è la tranquillità: la popolazione è invisibile e silenziosa, solo qualche caminetto acceso, qualche voce in lontananza, oltre ai molti gatti che vi accompagnano per tutto il percorso. Non lontano dal paese c’è anche il cimitero: ovviamente piccolo, proporzionato alle dimensioni del centro abitato.

Lollove
Lollove

Anche Lollove ha la sua leggenda, tramandata dalla tradizione orale degli anziani, che racconta di una maledizione simile a quella di Rebeccu. In questo caso furono delle suore che, cacciate via dopo che una di loro era stata accusata di avere rapporti con un pastore, maledirono il paese con le parole “Lollove as a esser chei s’abba è su mare: no as a crescher nen parescher mai!” (trad. “Lollove sarai come acqua del mare; non crescerai e non morirai mai”). Qui, inoltre, Grazia Deledda ambientò il suo romanzo “La madre”. Su Lollove nel 1990 è stato girato un bel documentario, I giorni di Lollove, di Ignazio Figus e Virgilio Piras.

Lollove dista circa 15 km da Nuoro. Dalla strada 132 DCN prendere l’uscita a destra verso Orune, imboccare la SP51 e svoltare per “Frazione Lollove”.

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