mercoledì 8 Luglio 2020
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Materia Oscura, l’emergere dell’invisibile

Un film che racconta il paradosso di un luogo di guerra in tempo di pace

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Materia oscura è un documentario italiano di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Per molti è stato il più bel film italiano del 2013.

Materia oscura è un documentario che mostra gli effetti delle attività militari svoltesi all’interno del poligono sperimentale del Salto di Quirra, un’area che si estende tra le province di Cagliari e Nuoro, nel sud-est della Sardegna. In questo luogo sono stati condotti dal 1956 al 2011 test missilistici e sperimentazioni su armi tecnologicamente avanzate ad opera dei governi di tutto il mondo.

La pellicola sviluppa un intreccio che prende le distanze dalla classica inchiesta giornalistica di denuncia: alle immagini di repertorio di esplosioni e missili in collisione si alternano sequenze di vita quotidiana che mostrano le conseguenze delle sperimentazioni sugli abitanti di questa terra sfruttata e abbandonata al proprio destino, dove i lunghi e lenti silenzi della campagna vengono interrotti dai boati delle bombe in sottofondo.

Materia Oscura
Un fotogramma dal documentario Materia Oscura (D’Anolfi-Parenti, 2013)

Massimo D’Anolfi e Martina Parenti hanno girato e montato immagini incredibili che possono essere divise in tre parti. La prima è dedicata a un geologo italiano che tenta di provare le conseguenze dell’inquinamento delle sperimentazioni militari sulla flora e sulla fauna locali.

La seconda è dedicata alla ricerca delle riprese dei test nell’archivio cinematografico del poligono. Le immagini mostrano con una chiarezza disarmante l’oltre mezzo secolo di sperimentazioni. Come se per decenni fosse stata condotta una guerra mai dichiarata alla salute del territorio e degli abitanti della Sardegna.

La terza parte documenta la vita quotidiana e il lavoro di due allevatori, padre e figlio, alle prese con situazioni anomale, ma frequenti. Come la nascita di animali deboli, malformati a causa delle sostanze tossiche, forse radioattive, rilasciate dalle esplosioni.

Durante il corso del film, la parola perde gradualmente senso fino a essere ridotta al minimo indispensabile, lasciando il campo ad uno sguardo contemplativo che spazia sul paesaggio; è proprio attraverso queste mute ma eloquenti immagini che si rende man mano più manifesta l’ingombrante presenza del poligono, pur mai direttamente ripreso.

NON C’E’ SPAZIO PER LE PAROLE DI UNA VOCE FUORI CAMPO; a parlare SONO le immagini e il rapporto fra le stesse

La denuncia di Materia Oscura emerge silenziosa e con lentezza, perché l’invisibile ha bisogno di attenzione e pazienza per palesarsi: e allora la presa di consapevolezza della malattia di un vitello, vittima inconsapevole di una guerra invisibile, viene raccontata attraverso la semplice eppure profonda e fondamentale osservazione. Senza artifici o costruzioni retoriche, solo piantando uno sguardo, mai realmente impietoso, su quel che non si vede o non si vuole vedere.

Sul finale una camera car poetica, potente, che formalizza il distacco, l’allontanamento, il volersi separare da qualcosa che si sotterra, sottolinea le doti del duo registico: l’opera di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti usa sapientemente la forza del linguaggio cinematografico, lo esplora per poter meglio scavare nelle nostre coscienze, evitando l’approccio didascalico. Il film, semplicemente, espone: lo fa a sangue freddo, facendoci testimoni e restituendo al cinema il proprio ruolo di “immagine in movimento da cui far scaturire senso“.

Il documentario, che potete visionare nel video in apertura, ha partecipato al 63esimo festival internazionale del cinema di Berlino ed è stato considerato da più riviste cinematografiche il più bel film italiano del 2013. Nonostante questo, non è stato distribuito in modo adeguato in Italia.

Il Poligono Interforze Sperimentale del Salto di Quirra è nato il primo luglio del 1956. Si estende tra terra e mare per un’area di 12.700 ettari in Sardegna, nella regione dell’Ogliastra e del Sarrabus. È l’unico poligono sperimentale italiano e il più grande d’Europa. È composto da personale proveniente dall’Aeronautica Militare, dall’Esercito Italiano e dalla Marina.