Il Pratello ha da sempre un posto speciale nel nostro cuore: è una zona viva, aperta, accogliente, da sempre luogo di iniziative spontanee e feste di strada.

Negli ultimi mesi alcuni angoli della via hanno preso colore e vogliamo raccontarvi come e perchè.

Arti Povere Pratello è un’associazione nata di getto, che prende il nome proprio dalle artes che stanno alla base della vita del luogo: le attività di accoglienza e convivialità, come la cucina, gli allestimenti, le pulizie. Nasce per dare una spinta in più alle attività spontanee della zona, per riprendersi lo spazio comune della strada con pranzi, giochi, mercatini, iniziative culturali e artistiche.

L’idea di dipingere le serrande nasce per contrastare la creazione da parte dell’amministrazione pubblica di un progetto di arte urbana, che nel tentativo di combattere il “degrado” della zona avrebbe voluto far dipingere le saracinesche delle attività commerciali e ricreative con opere armoniche e gradevoli.

Arti Povere Pratello batte sul tempo l’amministrazione e impedisce che la street art sia ancora una volta sfruttata e strumentalizzata dalle istituzioni. L’associazione interviene per creare una galleria libera, di opere popolari e non armoniche. Il progetto preserva ed evidenzia l’identità della strada ed il senso di appartenenza di chi la vive, creando relazioni produttive e partecipazione senza l’ingresso di sovrastrutture.

I fondi a disposizione, estremamente ridotti, sono forniti dagli esercenti e dai privati che decidono di rendere utilizzabili le proprie serrande e i propri spazi e dalla disponibilità di chi vive il luogo.

Il progetto avanza con grande velocità, sono già una decina gli interventi realizzati, e sta portando a una maggiore consapevolezza di chi vive il luogo verso i rapporti con le istituzioni, il ruolo delle iniziative spontanee e dell’arte urbana.

Ad oggi sono intervenuti sulle serrande del Pratello Collettivo FX, Carlos Atoche, Ale Senso, About Ponny, L.U. Alvarez, ma per il 2017 sono previsti altri interventi. Le opere di Ale Senso che erano state esposte per la mostra “Paese che non c’è” sono ancora disponibili e acquistabili contattando l’artista.